Nome:
Mauro
Cognome: Clementi
Nickname: Mauro Clementi (guarda come ti riduce ingegneria...)
Luogo e data di nascita: Roma, 2 aprile 1969. E contro ogni pronostico
il segno zodiacale dice Rams!!!
Residenza: Roma (adesso vicino a Diego, compagno di almeno 5 superbowl
in diretta)
E-mail: quella stabile è mauro_clementi@telemail.it
Squadre preferite:
NFL : Miami Dolphins, se possibile con Marino e senza Parmalee.
NBA : Lakers, ma da profano
Anamnesi
e patologia:
Non si capisce per quale motivo, verso il 1983 sbatte il muso su uno
degli incontri della domenica mattina di Canale5, e capisce subito due
cose: 1) Bagatta non è Madden 2) ... chiunque sia Madden. Per una
strana congiuntura astrale (anno 1983, campioni NFL i Washington
Redskins, colori sociali burgundy and gold, anno 1983, campioni d'Italia
con gli stessi colori sociali, con Falcao al posto di Joe Theismann),
si
affeziona ai Washington Redskins, con i quali tuttora mantiene una
affinità cromatica che sarà difficile rimuovere. La folgorazione
avviene circa un anno dopo, quando una domenica mattina il paziente in
questione incoccia nel Monday night fra i Los Angeles Raiders e i Miami
Dolphins. Vincono i Raiders, ma quel rookie dei Dolphins col numero 13
gli fa una certa impressione. Da quel momento in poi la
Marino-Dipendenza si aggraverà sempre più con il passare
del tempo,
come in effetti è successo a tutta la città dall'altra parte
dell'oceano... Divoratore di statistiche NFL, riesce a progettarci anche
un database di studio per la tesina di basi di dati all'università,
che
ottiene un buon punteggio, vista la simpatia con cui viene accolta dal
prof, non digiuno della materia causa i suoi numerosi viaggi negli
States. Nella fattispecie, durante la valutazione del progetto, ci fu
un
gustoso siparietto con il prof, che disse "Ecco: per la tabella
giocatore, un record di esempio potrebbe essere: Nome: Joe Montana,
Squadra: Fortyniners"... "Professore, è da un anno che
Montana gioca a
Kansas City..." con lo sgomento del collega, vista la poca propensione
dei professori ad essere ripresi...
All'università incontra un altro malato come lui, illustre
frequentatore di ISPA, il buon Diego, a cui tolse il saluto per circa
due settimane quando i Dolphins vennero scippati 22-21 in un divisional
a San Diego, nell'anno in cui poi i Chargers arrivarono fino in fondo
(e
presero una sonora sberla da Young...).
Al momento attuale mantiene un apparente distacco dalle vicende dei
Dolphins, salvo rodersi nuovamente il fegato in fase di playoffs...
Profano NBA con vaghe simpatie lacustri, il baseball è per lui
una
specie di tavor omeopatico, e la sua conoscenza del pianeta MLB si
limita al fatto che il national pastime era il secondo lavoro di Bo
Jackson e di Deion Sanders. Per l'hockey la sua comprensione del
fenomeno si arresta al fatto che se ha un paio di pattini ai piedi,
pensa esclusivamente al proprio equilibrio, e non concepisce come sia
possibile svolgere altre attività.